Nel corso del 2004 Barcellona sarà sede del Forum Universale delle
Culture, un appuntamento di grande valore etico e sociale.
Per tale occasione le associazioni spagnola ADDA e l'inglese WSPA hanno
lanciato una campagna il cui obiettivo è quello di riuscire a far sì che l'amministrazione comunale
dichiari Barcellona città anticorrida e chiuda l'ultima arena ancora
funzionante nella città catalana, in cui ogni anno trovano una morte
atroce oltre 100 tori.
La corrida a Barcellona
Solo lo scorso anno, nell'arena di Barcellona sono stati uccisi oltre
100 tori in nome dello "spettacolo". Di fronte alla folla pagante, per
circa venti minuti, otto o più uomini torturano un toro con strumenti
diversi prima di ucciderlo. Nel 2004 Barcellona ospiterà il Forum
Universale delle Culture, un evento presentato come "il grande incontro
per il mondo che vogliamo". L'associazione spagnola ADDA e l'inglese WSPA
chiedono che Barcellona ponga fine al crudele spettacolo delle corride e
promuova al suo posto una cultura senza tortura.
La corrida: una finta sfida
La corrida non è una sfida leale tra un uomo, il matador, e un toro; è
un evento pianificato affinché l'animale non possa vincere. Nell'arena
il toro viene affrontato secondo un rituale prestabilito da una serie di
uomini armati in vario modo. Gli aiutanti del matador hanno il compito
di confondere e stancare l'animale. I picadores a cavallo affondano
una lancia nella schiena del toro, straziando i muscoli del collo
obbligandolo ad abbassare la testa, per il colpo finale. I
banderilleros piantano degli arpioni colorati sul dorso dell'animale,
lacerando ulteriormente le ferite. Solamente a questo punto il matador
affronta da solo il toro, ormai stanco e indebolito, cercando di
ucciderlo con un colpo di spada al cuore. Spesso il toro viene infilzato
diverse volte prima che cada al suolo. Dopo il "combattimento", gli
viene spezzata la spina dorsale, tagliate le orecchie o la coda, poi
donate al matador come trofeo. Spesso il toro è ferito a morte e
paralizzato, ma ancora vivo, quando viene legato per le corna e
trascinato fuori dall'arena.
Forum Universale delle Culture
Il Forum Universale delle Culture durerà quattro mesi e promuoverà tre
temi fondamentali: la diversità culturale, lo sviluppo sostenibile e la
pace. Per evitare che un evento così importante venga ospitato in una
città dove ogni anno oltre 100 tori vengono torturati a morte, l'ADDA e l'WSPA invitano
l'Amministrazione della città a dichiarare Barcellona
città anticorrida e a promuovere un quarto tema: cultura senza tortura.
Cultura senza tortura
Nel marzo 2002, un sondaggio sulle corride in Catalogna ha rivelato che:
- il 96% dei catalani ritiene che torturare e sottoporre a sofferenze
gli animali per spettacolo sia una pratica da abolire;
- oltre il 60% è favorevole alla messa al bando delle corride.
Nel 1998, la giunta di Barcellona ha approvato una dichiarazione
municipale sulla convivenza e i diritti degli animali che all'articolo 1
afferma: "Ogni animale, indipendentemente dalla specie di
appartenenza, ha il diritto di essere rispettato, non deve essere
sottoposto a maltrattamenti, sforzi eccessivi, spettacoli o atti crudeli
che possano causargli sofferenza fisica o psichica".
In considerazione di questa dichiarazione, la sofferenza derivante dalle
corride e il sostegno della maggioranza dei catalani, l'ADDA e l'WSPA
invitano l'amministrazione comunale a dichiarare Barcellona città
anticorrida.
Come puoi sostenere la campagna:
Alla campagna ha aderito per l'Italia la LAV la quale sta organizzando una raccolta di cartoline
che saranno consegnate al sindaco della città catalana il 12 marzo 2004, quando a Barcellona si
incontreranno gli animalisti e i rappresentanti delle associazioni che
partecipano all'iniziativa per manifestare contro le corride e per
lasciare all'amministrazione comunale un segno tangibile della nostra
avversione a questo "spettacolo" crudele.
Chi è interessato a sostenere la campagna può contattare Roberto Gallocchio (Mail: r.gallocchio@infolav.org, tel. 349/1753599).
Fonte: Coordinamento sedi locali LAV.