In italiano il termine "terra cruda" è diventato da tempo il sinonimo dell'architettura di terra. Gli edifici di terra possono essere costruiti con un centinaio di tecniche, ma le più usate, soprattutto negli ultimi decenni sono tre:
Adobe: mattoni di fango e paglia essiccati al sole;
CEB (Compressed Earth Block): blocchetti di terra compressa;
Pisé: muri monolitici di terra costipata.
Per la maggior parte delle persone, architetti compresi, può sembrare strano che si possa fare dell'architettura con la semplice terra, ma sta di fatto che non si tratta né di un fenomeno di costume circoscritto a una limitata area geografica e neppure di una stravaganza hippy. In realtà l'uomo costruisce con la terra da circa 8.000 anni (lo testimoniano numerosi scavi archeologici). Gli edifici di terra sono presenti a tutte le latitudini del pianeta, in presenza delle più svariate condizioni climatiche e di rischio sismico.
Alcune stime affermano che almeno 1/3 della popolazione mondiale abita in edifici di terra. Molto spesso però si tratta di edifici fatiscenti, costruiti senza gli adeguati accorgimenti tecnici. Infatti, se da una parte è vero che la terra è una valida alternativa ad altri materiali costruttivi, bisogna tener presente che questi edifici devono essere realizzati rispettando alcune basilari regole come ad esempio:
1 - I muri di terra devono poggiare su uno zoccolo, di pietra o calcestruzzo, che sporga dal suolo per almeno 50 cm;
2 - Il baricentro dell'edificio deve rimanere basso;
3 - La copertura deve essere leggera e sufficientemente sporgente da evitare che la pioggia impregni i muri.
Basterebbe applicare questi e altri accorgimenti per ribaltare il concetto negativo che molte persone hanno nei confronti di questi edifici. Ma questo rifiuto non è una novità. La storia dell'architettura di terra è fatta di alti e bassi; infatti più volte nel passato è capitato che essa venisse associata a povertà e precarietà. Proprio questo è stato il motivo che, in Italia ed altri paesi sviluppati, ha portato (a partire dagli anni '40) al quasi totale abbandono delle tecniche costruttive basate sulla terra. Col rischio di perdere definitivamente un know how diffuso e di valore inestimabile. Questo perverso meccanismo di rifiuto e oblio è in atto, da alcuni decenni, in molti paesi del terzo mondo.
Fortunatamente questo rischio è ormai quasi del tutto scongiurato. In parte perché molte popolazioni non hanno mai messo in dubbio la bontà della tradizione costruttiva locale, in altri casi perché un piccolo esercito di studiosi e appassionati ha continuato a credere nelle potenzialità di queste tecniche costruttive, e per decenni ha continuato a studiare e migliorare le tecniche tradizionali per renderle più attuali.
Per ultimo la crescente coscienza ambientalista diffusa ormai a livello planetario ha permesso di guardare senza pregiudizi questo patrimonio di conoscenza e di dare a questa una nuova chance.
Oggi sono proprio i paesi più sviluppati a costruire con la terra. A partire dagli USA, dove non si è mai smesso, o l'Australia, dove l'uso dei materiali e le tecniche naturali nella realizzazione di edifici è prioritaria. Ma anche Austria, Canada, Olanda, e persino l'Italia, dove il lodevole sforzo di un nutrito gruppo di professionisti e artigiani sta dando il giusto valore a una locale tradizione ormai millenaria.
Ma perché mai si dovrebbe costruire con la terra?
I motivi sono molteplici, anche se non mancano le controindicazioni:
1 - La terra è un materiale reperibile dovunque.
2 - Non tutte le terre sono immediatamente adatte per costruire ma è molto semplice ed economico "adattarle" a questo scopo.
3 - Non necessita di complessi e dispendiosi (dal punto di vista energetico) processi di elaborazione.
4 - Ha un basso coefficiente di trasmissione del calore, quindi è un ottimo isolante termico.
5 - Fornisce una eccezionale coibentazione acustica.
6 - E' facile da smaltire al momento della dismissione dell'edificio.
7 - Agisce come regolatore igrometrico rilasciando e assorbendo l'umidità dell'aria negli ambienti.
8 - Tutte le tecniche costruttive basate sull'uso della terra sono estremamente facili da imparare.
9 - Lo spessore dei muri (se portanti) rende gli edifici resistenti al sisma.
Le controindicazioni sono legate, ad esempio, allo spessore dei muri, che riduce sensibilmente la metratura degli edifici, aspetto non trascurabile nelle aree urbane. Ma anche alla necessaria protezione dei muri dalla pioggia. Inconveniente questo che pero a differenza di quello dello spessore dei muri, ha molteplici soluzioni.
Ciò che è dimostrato è che i costi ambientali di un edificio di terra sono notevolmente inferiori a quegli di un edificio "tradizionale" sia lungo il processo produttivo/costruttivo sia nel periodo di vita utile, sia nella fase di dismissione dello stesso. Questa è, probabilmente, la ragione principale per cui oggi c'è tanta attenzione attorno all'architettura di terra.
Testo di Benito De Sensi Ortiz
Tratto da: www.naturanetwork.it
Alcuni links:
Il forum di bioedilizia e bioarchitettura di promiseland.it
Terra cruda
Il forum dei progettisti in terra cruda dal sito buildlab.com