Qual è il problema?
L'80% circa delle foreste che nel passato ricoprivano la superficie del pianeta sono state distrutte, e la maggior parte di queste negli ultimi 30 anni. Un quinto di questa percentuale è attribuibile al disboscamento. In media un'area dalle dimensioni di un campo di calcio viene disboscata ogni due secondi. Con questo ritmo nei prossimi decenni potremmo perdere aree di foresta equivalenti alla superficie di tutto il continente europeo. La maggior parte di queste foreste sono state distrutte da compagnie del legname. 76 paesi hanno praticamente già perso tutte le foreste. Greenpeace crede sia giunto il momento di agire.
Perché le foreste sono tanto importanti?
Le foreste sono la più ricca espressione di tre milioni di anni di evoluzione della vita sulla terra. Esse racchiudono all'incirca il 90% delle specie animali e vegetali viventi sul pianeta, dai gufi alle orchidee, dagli orsi ai coleotteri. Molte specie non sopravviveranno senza vaste aree di foresta in cui spostarsi.
Le foreste tropicali per esempio coprono solamente il 7% della superficie del pianeta, ma ospitano circa la metà delle specie animali e vegetali della terra. Molte di queste specie sono ancora sconosciute.
Le foreste sono insostituibili
Le foreste giocano un ruolo fondamentale per le dinamiche del clima a livello planetario. Quando vengono distrutte, rilasciano grandi quantità di carbonio. Questo raggiunge l'atmosfera contribuendo in maniera massiccia all'effetto serra. L'attuale ritmo di distruzione delle foreste incrementa di circa il 20%.le emissioni di carbonio in atmosfera. Basti pensare che gli incendi divampati nella foresta pluviale Indonesiana nel 1997 hanno rilasciato quantità di anidride carbonica pari a quelle rilasciate annualmente dalla combustione di combustibili fossili in Europa Occidentale. L'industria del legname è il principale elemento che contribuisce a questi incendi.
La distruzione delle foreste accelera i cambiamenti climatici.
L'industria del legno è tristemente divenuta sinonimo di sopraffazione nei confronti delle popolazioni indigene, le quali si sono viste distruggere le proprie risorse naturali e tradizioni culturali caratterizzate da un rapporto di completa armonia con la foresta. Per molte etnie, come i Maisin in Papua Nuova Guinea, foresta significa terra di appartenenza, casa. Per migliaia di anni hanno vissuto in questi luoghi senza danneggiarli in alcun modo. I Maisin si oppongono alle operazioni delle compagnie del legname e stanno sviluppando metodi per mantenere la loro identità e eredità culturale derivata dalla vita nelle foreste.
L'industria del legname danneggia le culture native.
La distruzione delle foreste non è necessaria.
Stiamo letteralmente gettando nel gabinetto le mostre ultime foreste: incredibile a dirsi, le foreste vengono abbattute per produrre carta e prodotti del legno a basso prezzo, come carta igienica, cartoni per il latte, stuzzicadenti e guide telefoniche. Enormi quantità di compensato, compreso quello usa e getta utilizzato nelle impalcature per il calcestruzzo, provengono dalle foreste. Nulla di tutto ciò è necessario. Se usassimo carta e legno in maniera più appropriata, la domanda per queste risorse potrebbe venir soddisfatta dalla gestione mirata di altri tipi di fonti, quali silvicoltura e pratiche sostenibili di gestione forestale.
E' soprattutto riducendo l'uso, riutilizzando e riciclando carta e legname possiamo salvare le foreste.
Chi sono i maggiori responsabili?
Grandi compagnie del legname Europee, Nord Americane e Asiatiche stanno consapevolmente distruggendo le ultime foreste rimaste sul pianeta. La più grande di queste compagnie ottiene introiti annui maggiori di quelli di economie di dozzine di paesi. Stati Uniti, Europa e Giappone consumano molta pasta di cellulosa, carta e prodotti in legno provenienti dalle foreste.
I paesi più ricchi del mondo e le loro compagnie stanno devastando le foreste.
Se non sei parte della soluzione, sei parte del problema
Ogni giorno acquistiamo oggetti in legno e in carta. Spesso si tratta di oggetti necessari, ma possiamo sempre scegliere di evitare quelli provenienti dalla distruzione di foreste millenarie: anche da questo dipende il futuro delle foreste. Possiamo acquistare passivamente tutto quello che il mercato ci propone, e allora saremo complici della distruzione. Al contrario, possiamo fare molto per proteggere le foreste: non comprare legno proveniente da antiche foreste, soprattutto tropicali, a meno che non sia certificato , riciclare quanta più carta è possibile, e soprattutto chiedere sempre da dove proviene quello che stiamo acquistando.
Tratto da: www.greenpeace.it
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